Ogni borsa è autenticata, fotografata in dettaglio e pronta per la sua nuova proprietaria.
Era il settembre del 2019. Carolina stava uscendo da una boutique di corso Venezia, una Chanel Classic Flap beige appena acquistata sottobraccio, ancora emozionata. Sul marciapiede di fronte, Erika era ferma davanti alla stessa vetrina, con quegli occhi da intenditrice che riconoscono un pezzo raro a prima vista. Si incrociarono gli sguardi. Si sorrisero. Due sconosciute unite dalla stessa ossessione silenziosa: il lusso vissuto, non esibito.
Entrambe cresciute con la cultura del bello — Carolina figlia di una sarta di Napoli, Erika nipote di un antiquario fiorentino — avevano imparato da bambine che un oggetto di qualità racconta una storia. E che quella storia non finisce quando cambia di mano. Anzi, è lì che comincia davvero.
Nel 2021, dopo due anni di acquisti privati e autenticazioni artigianali, hanno capito che stavano facendo qualcosa di diverso dal semplice rivendere. Stavano restituendo dignità a oggetti che l'avevano sempre meritata.
Ogni borsa viene fotografata con cura certosina, autenticata pezzo per pezzo, raccontata con la stessa passione con cui era stata scelta in boutique. Non un mercatino. Una galleria.
Occhio infallibile per il dettaglio costruttivo. Se una borsa non la convince, non entra in collezione. Punto.
Studia ogni borsa come fosse un'opera d'arte. Conosce a memoria la differenza tra uno stitching del 2018 e uno del 2022.